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martedì 8 novembre 2011

Florence

Vorrei trovare qualche parola, qualche aggettivo per commentare questa città. Lo sappiamo tutti è una città artisticamente meravigliosa, conosciuta in tutto il mondo, ricca di storia e di luoghi meravigliosi, ma non è solo questo.


Vista su Ponte Vecchio (maledetto!!)


1. Comincerò dalla caratteristica meno piacevole perchè è ciò che meno mi piace. Voglio essere realista. La prima parola è ZANZARE.
Infide, veloci, tigre e normali, mi tengono sveglia la notte, mi fanno sembrare la Pimpa e non muoiono. No. Loro si nascondono. A meno di non vederle spiaccicate sulla tua mano, non puoi essere sicura che se ne siano andate, se metti l'antizanzare loro troveranno il tuo tallone d'achille.

2. INCIVILE. I suoi autisti, i suoi ciclisti -e io che sono una ciclista lo sto diventando- e perfino i turisti. Sì è fatta in modo da costringerti a esserlo. I marciapiedi sono talmente stretti che praticamente non esistono, costringendoti a camminare sulla strada e, asì seconda del caso, facendoti rischiare di investire o essere investita.

3. DISSESTATA. Gli antichi lastricati, presenti più o meno ovunque nel centro storico, hanno quasi causato una mia rovinosa caduta a faccia in giù e mi hanno rubato il cellulare. Con i loro buchi e dossi, le strade nei pressi del pittoresco Ponte Vecchio e dei meravigliosi Uffizi, facendo rimbalzare la mia bici hanno anche fatto sì che il mio cellulare scivolasse fuori dalla borsa, cadendo e perdendosi per sempre.

4. PIENA. E' sia un bene che un male. E' caotica e detestabile, perchè dopo una sola settimana che ci vivi non da turista ti rendi conto di quanto i turisti siano petulanti e lenti e ingombranti. Tuttavia è bello perchè è sempre viva e attiva, ad ogni ora del giorno e della notte. E anche se ambulanze e motorini e auto sfrecciano sotto il mio balcone non importa, perchè è una città e in una città è normale che sia così.

5. MOZZAFIATO. Tutto in generale. La gente, i vicoli, Santa Maria Novella, la Fortezza, Santa Maria del Fiore e lo straordinario campanile di Giotto. Santa Croce, la piazza di Sant'Ambrogio, la passeggiata alle Cascine, piazza della Repubblica, piazza della Signoria, il borgo di San Frediano (quanti santi....) e soprattutto il percorso verso Piazzale Michelangelo. Il giardino delle rose: arrampicarsi su per quei gradini è stata un'impresa ma non prendete l'autobus perchè la soddisfazione, una volta in cima, sarà ripagata. Scegliete una bella musica per il vostro arrivo. Il destino, il fato o meglio il random, aveva scelto per me Comptine d'un autre ete dal Favoloso monddo di Amelie. Lì ho capito dov'ero e l'importanza della scelta che ho fatto. Abbracciare quella meraviglia con lo sguardo è stato catartico e illuminante.



6. BUFFA. La parlata. Il fiorentino e il toscano in generale sono amati da molti. Anche se pretendono che sia la vera lingua, non è così e chi studia veramente letteratura penso lo sappia. Il fiorentino è buffo, aspira la famosa "c" (non mi vengano a dire che è italiano), più ti avvicini a Prato più spariscono anche le "t" (e anche questo non è italiano). E poi hanno il carinissimo vizio di fare il diminutivo di tutto: il panini, il canino, il cantuccino.

E ho come l'impressione girando per le sue strade e viuzze che tutti gli archetipi umani siano concentrati qui. Vedo persone che mi ricordano altre persone, come se ognuno, all'interno di un paese o di una città o anche solo di un gruppo di persone che vivono vicine, ognuno avesse un ruolo. Ad ogni angolo, sul treno, sugli autobus, al supermercato vedo persone che mi ricordano qualcuno che già conosco, che ho già visto. 
Questo mi fa pensare che tutto sommato una città vale l'altra e quella migliore è quella che ha più cose da offrirti. 
Per questo Firenze è la migliore per me.
Mi ha offerto la Nemo e la possibilità di imparare il mestiere per il quale sono nata. Di migliorarmi e realizzarmi. Magari fallirò, magari non raggiungerò il successo, ma ci avrò provato insieme a un gruppo di persone eccezionali. Non perchè le conosco, non perchè sono compagni di viaggio, ma perchè tutti noi o almeno tutti quelli che arriveranno in fondo, tireranno fuori il meglio di quello che sanno fare e così anche io.

giovedì 22 settembre 2011

The beginning

Eccomi su Blogger con un Blog.

 L'idea mi è balzata alla mente il momento stesso in cui mi sono iscritta alla Nemo NT Accademia delle arti digitali ma non l'ho messa in pratica finchè non ho trovato il titolo da dare a questo spazio. Ho inventato veramente tanti nickname e tanti titoli ma stavolta doveva essere....permanente diciamo.

Così ecco il mio nome completo come indirizzo e una delle canzoni dei Beatles che preferisco a dare il nome al blog. Non è di sicuro la loro meglio canzone ma era un nome simpatico e adatto a me.


Ma bando alle ciance. 
L'intento è quello di documentare al meglio la mia esperienza come aspirante illustratrice.

Primo ostacolo.
PARTIRE

Studiare illustrazione per me che vivo nella provincia di Trento è quasi impensabile. Dalle nostre parti (ma non solo)
è una professione che non viene proprio calcolata, un hobby, nulla più. Sempre se le persone che hai vicino capiscano che andrai a disegnare altrimenti, come -ho letto- succede a molti, non sanno nemmeno che cosa andrai a fare.
Partire dunque, alla volta di una città nuova, sconosciuta nella solitudine di una provinciale un po' sprovveduta.

FIRENZE

Quale città meglio di questa per respirare l'arte e l'ispirazione.

Nemo NT
Scuola quasi sconosciuta, rintracciata per caso nelle mie frenetiche navigazioni su internet per trovare il posto che faceva per me. Scuola privata, poche ore, prezzi accettabili, corsi ispiranti, professionisti all'opera.
Vedremo quale sarà il verdetto su questa scuola. Ho sentito pareri molto distanti fra loro ma io non li ascolto, voglio solo viverla e prenderne il meglio perchè è a questo che serve studiare.
Sono una sostenitrice del "il talento da solo non basta".

Secondo ostacolo.
LA SCELTA

Che corso fare?
Illustrazione, E designer, Animazione, Web designer...etc...

E design: illustratore del futuro lo chiamano. Corso incentrato sulle varie tecniche pittoriche e sulla colorazione digitale. lo scopo è creare un libro illustrato.
I ruoli a cui aspirare: illustratore, concept designer, storyboard artist, character designer. Cose ancora sconosciute ma che spero di capire presto.
Animazione: in una parola. Cartoni animati. Il sogno di tutti praticamente. Lo scopo di tutti: Pixar e Disney.Estremamente ambizioso e impegnativo come progetto. Ma se vuoi fare l'animatore di solito i riferimenti sono questi, oltre al Giappone. Disegno disegno disegno, un futuro all'estero, poche possibilità in Italia.

E' scattata la paura, la coscienza, la pigrizia. Non so.
Ho scelto di fare illustrazione perchè io lavoro molto su tavole signole diciamo, non su i micromovimenti. Ma chissà che un giorno...Per ora cominciamo dalle basi...



Pisces, matite colorate e penna 


E così eccomi qui a cominciare una nuova avventura. 
Ci risentiamo a corso iniziato.